Citizens of somewhere, o del perché le élites liberal hanno provocato la Brexit (Il foglio)

LONDRA – Da quando ha preso a “trascendere gli interessi di classe borghesi per parlare di quello che preoccupa le masse”, David Goodhart si sente libero, molto più di quando, da giovane studente di Eton figlio di un deputato Tory, si imponeva i panni stretti dell’intellettuale marxista. Certo, ha dovuto rinunciare alla sua tribù di adozione – quella sinistra intellettuale di cui lui, fondatore ed ex direttore della rivista Prospect, è stato uno degli astri più brillanti – e ha dovuto intraprendere un percorso impopolare di allontanamento dal “liberalismo moderno” iniziato lentamente dopo aver scritto un lungo articolo intitolato ‘Too diverse?’, ‘Troppo diverso’, in cui si avventurava a formulare un discorso di sinistra contro gli eccessi dell’immigrazione. Era il 2004, tempi di allargamento a Est dell’Unione europea e di 582mila arrivi in un anno, e la pioggia di critiche che gli sono piovute addosso gli ha dato la misura “dell’intolleranza della sinistra”, come ha raccontato in un lungo pezzo sull’edizione del weekend del Financial Times.

(continua qui)

(30 marzo 2017)

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